ActionAid presenta esposto sui centri in Albania: nel team legale anche l’avv. Antonello Ciervo dello studio D’Angelo Pernazza & Partners

L’avvocato Antonello Ciervo partecipa come legale alle iniziative dell’organizzazione ActionAid, che ha recentemente depositato un esposto di 60 pagine alla Corte dei conti e una segnalazione alla ANAC per fare luce sui costi e sulla gestione dei centri per migranti in Albania, strutture nate in base al protocollo tra Italia e Albania. Secondo le analisi, frutto del progetto “Trattenuti” sviluppato da ActionAid con l’Università di Bari, i costi sostenuti sono ben al di sopra di quelli dei centri analoghi in Italia. La costruzione e l’allestimento delle strutture albanesi, con contratti stipulati tramite affidamenti diretti, ha richiesto impegni finanziari per decine di milioni di euro. In particolare, a fine marzo 2025 erano stati realizzati circa 400 posti a Gjadër, con un costo per singolo posto superiore a 153.000 euro, cifra che emerge come inefficiente e ingiustificabile se confrontata con quella di analoghi centri in Italia.

Risultano inoltre dati allarmanti sulla gestione operativa: nel 2024 il centro albanese è stato operativo per soli cinque giorni, con una spesa stimata di 114.000 euro al giorno per la detenzione di 20 migranti, che in molti casi venivano rilasciati dopo poche ore. Tale costo giornaliero e l’utilizzo marginale della capacità indicano non solo una inefficienza economica, ma un dispendio che ActionAid definisce spreco ingiustificabile di denaro pubblico. Nel documento inviato alla Corte dei conti, ActionAid denuncia che la maxi garada circa 133 milioni per la gestione dei centri non è stata preceduta da una verifica di rilevanza internazionale, che avrebbe richiesto procedure più trasparenti. L’esposto solleva dubbi sulla legittimità delle procedure di affidamento e sulla conformità delle decisioni prese dalle autorità pubbliche.

Lo studio D’Angelo Pernazza & Partners, con l’avv. Antonello Ciervo tra i legali che assistono ActionAid, ritiene che la vicenda, che intreccia diritti umani, trasparenza amministrativa, spesa pubblica e tutela delle persone migranti, meriti un esame approfondito e un rigoroso controllo delle responsabilità.

A fronte di questi fatti, l’esposto presentato rappresenta un momento cruciale per chiedere conto dell’uso delle risorse pubbliche e per verificare la legittimità di modelli migratori basati su detenzioni off-shore che, secondo ActionAid, risultano costosi, inefficaci e potenzialmente lesivi dei diritti delle persone.